
Un frequente dibattito che accompagna la crescita delle agroenergie è la questione controversa: Food or Fuel?
In altre parole, se sia più nobile per l'agricoltore coltivare per l'alimentazione o per l'energia. O, in termini pratici, se l'agricoltore debba coltivare cereali per l'alimentazione, a prescindere dall'utilità economica che ne può ricavare.
L'argomento della supposta priorità etica dell'alimentazione nei confronti dell'energia sa di dibattito ideologico. Quando l'umanità dipendeva principalmente da energia animale, nessuno recriminava sul fatto che l'avena data al cavallo fosse sottratta al nutrimento umano. Un agricoltore sa che quando dà da mangiare alla mucca, sta dando da mangiare a se stesso. Perché cibo equivale a energia ed energia equivale a cibo.
Dare la priorità a coltivazioni alimentari, rispetto a coltivazioni energetiche, poggia inconsciamente su di un falso assunto: che le risorse agricole siano finite, mentre non lo siano quelle energetiche, in termini tanto di costo che di disponibilità. Perciò, in una visione di risorse limitate, l'unica unità di misura dovrebbe essere quella del bilancio energetico, in altre parole, del Life Cycle Assessment (LCA), la valutazione complessiva del ciclo di vita, dalla culla alla tomba, per ciascuna coltura, nello specifico contesto.