Please update your Flash Player to view content.

copertina_osservatorioNasce a Tortona il primo Osservatorio Agroenergia – curato dalla società di ricerca e consulenza Althesys, commissionato da Confagricoltura ed EnergEtica Onlus con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria– e presentato Tortona in occasione dell’apertura della Mostra Convegno Agroenergia (3, 4 e 5 marzo), il principale evento italiano sulle energie rinnovabili che coinvolgono l’agricoltura.

L’obiettivo di questo documento è analizzare il settore italiano delle agroenergie, delineandone i principali profili industriali e agricoli e individuandone i trend evolutivi, le dinamiche e i modelli strategici prevalenti. L’analisi industriale e aziendale è integrata da una valutazione a livello di intero Paese degli effetti degli investimenti nelle agroenergie.

Il lavoro si articola, dunque, in quattro aree principali:

-         Le politiche, comunitarie e nazionali, per le energie rinnovabili dal punto di vista delle agroenergie;

-         L’analisi dei diversi segmenti delle agroenergie:

  1. biomasse solide;
  2. biogas
  3. bioliquidi

-         L’analisi delle strategie aziendali e delle dinamiche settoriali;

-         Il bilancio costi-benefici del settore, teso a valutare la convenienza delle agroenergie in un’ottica di sistema;

 

Lo studio inquadra, innanzitutto, le agroenergie nell'ambito dell’evoluzione delle politiche e delle normative, europee e italiane, delle energie da fonti rinnovabili (FER) che sono in fermento negli ultimi anni. Lo sviluppo delle tecnologie che consentono rendimenti crescenti nell'impiego delle biomasse, da un lato, e gli obiettivi fissati dalla Direttiva UE 2009/28/CE, dall'altro, spingono verso una crescita del comparto.

Le politiche pubbliche sono, dunque, un fattore ancora oggi molto importante per le agroenergie. L’Europa ha fissato obiettivi ambiziosi, che l’Italia ha fatto propri attraverso il Piano d’Azione Nazionale per le energie rinnovabili del 2010 (PAN). Il PAN fissa i target e il percorso in termini di produzione di energia elettrica da FER per raggiungere gli obiettivi fissati dalla UE. Le agroenergie sono una parte molto importante di questo piano, con i più alti tassi di crescita previsti dal 2010 al 2020 tra le varie fonti.

Le biomasse grazie a tecnologie, disponibilità di feedstock e incentivi rappresentano un'opportunità interessante, sia dal punto di vista aziendale che di sistema. Peraltro, il comparto è assai variegato comprendendo combustibili e tecnologie molto diversificati. In sintesi è però possibile individuare tre segmenti principali: biomasse solide, biogas e bioliquidi.

Lo studio delinea i principali raggruppamenti strategici, con alcuni gruppi energetici, nazionali e internazionali che condividono il mercato con le società focalizzate sulla produzione di feedstock, le aziende agricole integrate, quelle captive dell’industria agroalimentare, i fornitori di tecnologie e le local utilities. I vari gruppi differiscono per dimensioni, modelli di business, capacità tecnologica e finanziaria. Notevoli sono anche le differenze tra i diversi segmenti delle agroenergie, sia sotto il profilo finanziario, che industriale e di conseguenza la presenza e la tipologia dei diversi operatori e investitori.

Il bilancio costi-benefici delle agroenergie è al centro del dibattito per la ricerca di un equilibrio tra convenienza aziendale, sostenibilità ambientale e sostegno pubblico, con i conseguenti oneri per lo Stato e i cittadini.

“Secondo la nostra analisi, il valore dei benefici relative alle agroenergie batte nettamente quello dei costi – spiega Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys – In un primo scenario di sviluppo ordinario per il settore, che riprende gli obiettivi del Pan, il Piano d’azione nazionale per le energie rinnovabili, la potenza installata raggiungerà nel 2020 i 3.820 MW. In un secondo, accelerato ma credibile, i 4.860 MW. Nel primo caso il sistema italiano guadagnerebbe 13,9 miliardi di euro, nel secondo 19,9”.

La crescita delle agroenergie genera posti di lavoro e indotto, con ricadute sul Pil. La valorizzazione dei sottoprodotti agricoli e zootecnici porta al contempo benefici economici e ambientali. Inoltre, il minor impiego di combustibili fossili porta non solo a una diminuzione delle emissioni, ma anche del fuel risk per il Paese.

In conclusione, le agroenergie costituiscono un'importante occasione di sviluppo economico e di politica ambientale per il nostro Paese. La crescita di questo comparto è un tassello importante delle politiche italiane per le energie rinnovabili e un'opportunità per il settore agricolo e industriale italiano.

Visualizza abstract dell'Osservatorio Agroenergia

Osservatorio Agroenergia: incentivare i piccoli impianti


Potrete richiedere lo studio cliccando qui.