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Mais per insilato

 

Recentemente, anche per gli impianti di biogas si sta diffondendo la cosiddetta "sindrome Nimby" (Not in my backyard, ossia, non nel mio giardino), che tende ad investire, nell'85% dei casi, gli impianti per la produzione di energie rinnovabili.

Tipicamente, al biogas vengono fatte le seguenti osservazioni:

Il prezzo del mais è influenzato dalla domanda di trinciato per impianti di biogas
•Il prezzo del mais dipende principalmente da vari fattori soprattutto extranazionali:
•stock posseduti da Paesi esportatori
•rapporto % riserve/impieghi
•domanda crescente da parte di Paesi ad economie emergenti (es., Cina)
•Speculazioni sui mercati internazionali (futures)
•Abdolreza Abbassian, economista della Fao, l'agenzia dell'Onu specializzata sul cibo e l'agricoltura con sede a Roma, ha confermato che i prezzi dei cereali continueranno a salire anche nel 2011 perché sono ancora da rimpinguare le riserve di mais e di soia, su scala mondiale. (Fonte: Vita Lo Russo Fonte Lettera 43.it)
Impianti di biogas alimentati a trinciato sottraggono troppo terreno all’agricoltura tradizionale
•Secondo una stima del Consorzio Italiano Biogas a fine 2011 si prevedono 163.200 ha di SAU investiti in colture energetiche. Tanti o pochi?
•Fino al 2008 oltre 140.000 ha erano a set aside obbligatorio
•E’ stato dismesso il settore bieticolo (200.000 ha)
Il mercato locale degli affitti è condizionato dalla presenza di impianti di biogas alimentati a silomais
•Vero, ma altrettanto avviene in altri casi come ad esempio:
•per disporre di terreni su cui spandere liquami
•in aree a colture specializzate ad alto reddito (es., melone) che necessitano di stretti turnover
E’ giusto dedicare ettari alla coltivazione di prodotti non a scopo alimentare, ma per produrre energia?
•Per lo stesso motivo anche altre coltivazioni potrebbero avere le medesime implicazioni: un esempio su tutti:  30.000 ettari a tabacco o a silomais ? Che cosa è peggio?
Quanta energia serve per produrre mais da convertire poi in energia:
Il bilancio è favorevole?
Il rapporto tra l'energia consumata e quella prodotta è di 1:2,2, nel caso in cui non venga utilizzata l'energia termica prodotta con la cogenerazione.
Il rapporto diventa addirittura di 1:4,8, con lo sfruttamento del calore.  Il biogas è l'impiego più efficiente del mais a scopi energetici, come si può constatare da questo confronto con altri biocarburanti. Il mais è uno dei più efficienti fissatori di carbonio in natura:  un ettaro coltivato a mais fissa nel suo ciclo di vita più anidride carbonica in un anno di un ettaro di foresta.
Gli impianti vengono realizzati solo grazie agli incentivi, senza di questi non si farebbe nulla
•Gli incentivi sono un fondamentale strumento di politica economica per rendere competitive le energie rinnovabili e per soddisfare così gli impegni alla riduzione delle emissioni.
•Un'analisi costi-benefici (Prof. Marangoni, Althesys 2011), basata sugli obiettivi del PAN sulle rinnovabili, ha dimostrato che per ogni Euro speso in incentivi, si generano da 3 a 4 Euro di benefici, sotto forma di:
  • nuovi posti di lavoro
  • costo emissioni evitate
  • costi smaltimento evitati
  • crescita dell'indotto
  • riduzione del "fuel-risk"
Ovviamente, gli incentivi necessitano una costante rimodulazione, di pari passo con lo sviluppo del settore, per raggiungere obiettivi specifici come:
  • impianti più piccoli, a misura dei sottoprodotti aziendali
  • utilizzo di materiali di scarto
  • approvvigionamento a chilometri zero
  • sfruttamento del calore