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Agroenergie 2013 - un focus sul settore, sugli impianti a biogas e gassificazione di piccola taglia e l’uso di sottoprodotti

EnergEtica - Distretto Agroenergetico Italia Nord Ovest - con il supporto di Agriventure è stata promotrice del seminario “Agroenergie 2013”, che si è tenuto venerdì davanti ad un pubblico numeroso e attento, presso la Sala Contrattazioni della Camera di Commercio a Grosseto. E’ stata un’occasione utile per riflettere sul tema degli incentivi alle rinnovabili lungamente dibattuti e prossimi all’emanazione, d’intesa tra i Ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e dell’Agricoltura, che premiano i comportamenti virtuosi, da tempo incoraggiati.

 

“ L’attenzione della Toscana per lo sviluppo delle agroenergie – dice Piero Mattirolo, a.d. di EnergEtica – e l’interesse di Agriventure per gli impianti di piccola taglia a dimensione d’azienda come importante tassello per l’economia agricola, sembrano candidare la regione a capofila di una seconda generazione agroenergetica, nella quale si possa fare tesoro delle esperienze maturate in altre regioni, per una crescita più sostenibile ed equilibrata”.

 

Il business plan dei piccoli impianti e i criteri di sostenibilità sono stati al centro dell’ intervento di Federico Vecchioni, Presidente di Agriventure,  presente al seminario in qualità di relatore. “Agriventure – afferma il presidente, Federico Vecchioni – insieme al Gruppo Intesa Sanpaolo sostiene gli investimenti in impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, analizzando la fase agricola della produzione e l’autosufficienza aziendale, al fine di poter contribuire a sviluppare soluzioni per imprese e privati che vogliono investire nell’energia pulita, nel controllo delle emissioni e nel risparmio energetico, potendo avvalersi di un’ampia offerta di prodotti e servizi bancari per soddisfare la copertura dei bisogni finanziari più complessi.”

 

Importante risulta però la crescita fatta registrare negli ultimi anni dal distretto Toscano che pare avere puntato molto sullo sfruttamento di questa risorsa.

 

Da uno studio pubblicato dalla provincia di Grosseto, relativo alle potenzialità dell’agricoltura grossetana nel comparto agroenergetico, emerge come queste risiedano sia nella valorizzazione delle biomasse residuali delle attività forestali e delle produzioni agricole (da cui è possibile ottenere circa 25-30% della produzione potenziale di biomasse), che nella eventuale diffusione di colture dedicate per la produzione di biomasse lignocellulosiche (circa 60% di potenziale) e nella coltivazione di specie erbacee oleaginose (10-16%) destinabili alla produzione di olii e/o biocarburanti: potenzialità sfruttabili soprattutto con impianti di piccole e medie dimensioni per impiego diffuso e distribuito in comprensori ad alto tasso di ruralità, alla luce delle peculiarità ambientali e paesaggistiche del territorio grossetano.

 

L' assessore regionale all'Ambiente, Annarita Bramerini ha concluso il convegno ricco di interventi di esperti del settore, sollecitato ad un cambiamento alla luce dei nuovi incentivi da poco varati dal Governo.

 

Il seminario è stato moderato da Giancarlo Capecchi

 

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