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Quella dei biocarburanti è tipicamente una filiera industriale, in quanto produzioni su piccola scala di bioetanolo o di biodiesel non sono economicamente interessanti, anche in considerazione delle accise.

Nel territorio lombardo-piemontese sono attualmente in fase di realizzazione impianti per la produzione di bioetanolo e di biodiesel. Per quanto riguarda l’azienda agricola, il coinvolgimento nell’agroenergia riguarda la sottoscrizione di accordi di filiera per la coltivazione di piante destinate alla produzione di biocarburanti. Per la produzione di bioetanolo, le coltivazioni italiane sono oggi poco competitive rispetto a quelle di altre aree che non presentano i nostri vincoli fondiari. Solamente con biocarburanti “di seconda generazione”, basati su una tecnologia che utilizzi l’intera pianta nella produzione energetica, le materie prime italiane potranno trovare realmente uno sbocco in questo settore.

Per quanto riguarda il biodiesel, si stanno sviluppando varietà di oleaginose in grado di fornire oli vegetali per biodiesel con rese più vantaggiose rispetto alle attuali ai nostri climi. Un caso diverso è l’utilizzo di oli vegetali per alimentare motori diesel sviluppati specificatamente per questi combustibili, cogenerando elettricità e calore. Esistono già centrali elettriche alimentate con questi carburanti, con buoni rendimenti energetici, grazie all’utilizzo via-teleriscaldamento del calore prodotto.